non
si possono comprare arcobaleni
anche l’arte potrebbe non avere prezzo
Si tratta di una modalità semplice, anche
per chi decide di voler convivere con un’opera d’arte. Da
un lato si basa su lavori nati per comunicare, per insinuarsi nella vita
quotidiana delle persone e dall’altro riguarda la valorizzazione
degli aspetti sociali, poetici, inquantificabili.
Una modalità già adottata, per quanto sono riuscita a scoprire
finora, da alcuni ristoranti in Francia, da alcuni naturopati in Italia
e Germania e da un albergatore in Australia.
Chi ha bisogno di un pranzo, di una visita, di un quadro lo prende e da
in cambio ciò che ritiene adeguato, senza che altri sappiano quanto
o che cosa.
Ad ognuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le proprie possibilità.
Alternative all’economia di mercato si costruiscono sostituendo
i concetti di consumatore e potere d’acquisto con rapporti umani.
Lo scatolone che fa da luogo di scambio è rivestito con testi di
Luciano Lanza, Ilio Adorisio, Jean Baudrillard, Alain Caillé, Francois
Fourquet, Nanni Salio, Mahatma Gandhi, Ivan Illich e altri.
Trovate lo scatolone in laboratorio, alle mostre a cui partecipo, e volendo
possiamo trovare un modo virtuale per chi abita lontano, ma desidera un
mio quadro. |
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